Siamo ancora nelle strade oggi perché ci costringono a farlo.
Perché l’immobilità e l’ipocrisia dei governi sono imbarazzanti e sconcertanti.
Proprio in queste ore si stanno discutendo i cosiddetti ‘piani di pace’ che assomigliano più che altro a ricatti o a una trappola da parte di chi ha evidentemente a cuore i propri interessi di potere ed economici più che quelli di giustizia e umanità.
‘Faranno un deserto – o un resort – e lo chiameranno pace.’
In questi giorni hanno comunque continuato impunemente a bombardare Gaza; se questo significa essere responsabili noi saremo irresponsabili, come sono state definite le persone che si sono imbarcate sulla Flotilla per fare quello che nessun altr* stava riuscendo a fare, soprattutto a risvegliare le coscienze.
Governi responsabili solo di colludere con l’esercito israeliano che ha illegalmente bloccato le barche in acque internazionali e sequestrato più di 400 persone, visto che il governo netanyahu è lasciato libero di accusare chiunque di terrorismo, anche le bambine e i bambini di Gaza.
Disobbedienti, come chi decide di bloccare tutto, anche un consigliere federale in un teatro, se pensa di poter negare pubblicamente quello che stava accadendo a Gaza senza subire critiche e sentire la nostra rabbia.
Dopo un lungo e ingiustificato silenzio – da parte di un ministro degli esteri – ignazio cassis lo scorso giugno si è infatti espresso mettendo in discussione notizie confermate di atrocità fatte di spari sulla folla di civili palestinesi in fila per ricevere gli aiuti alimentari, uscita che ha messo a disagio e da cui si sono dissociate anche molte persone che lavorano nel suo dipartimento.
E mentre tentano goffamente di spostare l’attenzione su quattro piatti o due vetri rotti, stringono la mano a un criminale con mandato di ricerca internazionale: chi sono per giudicare violenta l’indignazione che la popolazione di tutto l’Occidente, e non solo, sta portando nelle piazze?
E come dovremmo chiamare le pratiche delle cosiddette forze dell’ordine quando attaccano, come a Ginevra o a Bologna, le manifestazioni, pur pacifiche, o quando uccidono per motivi razziali?
Davvero, di fronte a 70’000 morti, siamo noi la ‘deriva pericolosa’ denunciata dai giovani lega e udc ticinesi?
Hanno definito ‘scioccante’, ‘inquietante’, ‘barbarie’ e ‘vergognoso’ quanto successo a Bellinzona il 19 settembre scorso, ma mai tanta enfasi si è sentita in due anni di assedio e strage del popolo palestinese a Gaza.
Tutt* espert* di diritti quando si tratta di deligittimare le mobilitazioni, con la complicità della narrazione mediatica, ma silenzios* quanto vili, abili a schivare sanzioni, a nascondersi dietro la scusa della neutralità e incoerenti nel violare gli accordi di cui sono firmatari*, di fronte a un genocidio.
E se non sanno cosa fare per fermarlo non sono solo incompetenti, sono complici!
Che si rassegnino: finché la situazione non cambierà, il dissenso continuerà!
Contro la loro complicità, ora e sempre: resistenza!
SOA il Molino
9 ottobre 2025