La giornalista messicana Anabel Hernández su narcostato e i loro grandi interessi geostrategici in tutta l‘America Latina e non solo. Dicendo anche cose scomode (quali ad esempio le connivenze di qualsivoglia governo o organizzazione con la questione narcos come fatto storico in America Latina in un contesto di marginalizzazione, precarietà ed embarghi vari), un intervento molto attuale per comprendere le dinamiche non solo del Messico ma degli interessi del capitalismo gore prettamente maschile e della guerra estrattivista di dominio e di saccheggio attuale, ultimo esempio con il controllo delle risorse del Venezuela. Il surrealismo ironico della contraddizione capitalista dominante viene dal fatto che Anabel riceve il premio Marco Borradori – già sindaco di Lugano, abbattitore notturno di spazi sociali, fervente sostenitore di Israele e degli interessi economici del narcostato messicano in Svizzera (memorabile i suoi scambi e ammiccamenti – interrotti dai manifestanti – nel 2014 a poestate con l’ambasciatore messicano in Svizzera del narcogoverno Peña Nieto durante la desaparición dei 43 studenti di Ayotzinapa), nonché amante delle polverine bianche – consegnatole dall’attuale sindaco di Lugano Michele Foletti: colui che implementa i bitcoin, il planB e il suo mondo di narco interessi a Lugano, molto legato al governo del Salvador e ai suoi già documentati interessi di collusione con il narco mondo e anch’egli particolare amante delle polverine…
Insomma una “bella” fotografia dello stato del mondo attuale, avvenuta nella candida e pacificata cornice di Lugano, candidatasi a capitale Svizzera della cultura tra sgomberi e disinteressi vari, in un festival (Endorfine) per lo meno ambiguo, gestito da un giornalismo (Bazzi, Leoni) tendente al reazionario tra il securitario e il perbenista e particolarmente amico di una certa galassia leghista (quella tendente al sovranismo autoritario, per intenderci). Un mondo nel mondo nei suoi interessi e nelle sue grottesche contraddizioni in cui, al di le di verità presunte o tali, a soffrirne le conseguenze sono come sempre i popoli e i loro territori.