– Traduzione di un articolo del 08.01.2026, preso da CrimethInc (Anonymous)
Minneapolis risponde all’omicidio commesso dall’ICE – Un resoconto dalle strade
Il 7 gennaio 2026, l’agente dell’Immigration and Customs Enforcement degli Stati Uniti Jonathan Ross ha sparato e ucciso a sangue freddo la nostra compagna Renee Good. Quello che segue è un resoconto degli eventi che hanno immediatamente seguito il suo omicidio dal punto di vista di unx anarchicx di Minneapolis. Queste parole sono dedicate alla sua memoria.
Renee Good è stata uccisa a soli sei isolati dal luogo in cui George Floyd è stato ucciso nel maggio 2020. Questo fatto è significativo per due motivi. In primo luogo, South Minneapolis ha una storia e una memoria di resistenza. Migliaia di persone qui ricordano ancora la lotta contro la polizia nel 2020. In secondo luogo, oggi potrebbe verificarsi una dinamica simile a quella dell’infuocata estate del 2020, quando i disordini a Minneapolis hanno fatto da scintilla per innescare una rivolta nazionale.
Da 38 giorni ormai, il Dipartimento della Sicurezza Nazionale occupa le Twin Cities con l’obiettivo di terrorizzare la persone migranti. Questo lunedì, ha dispiegato altri 2000 agenti dell’ICE per aumentare drasticamente il numero di rapimenti. Si tratta di un’escalation senza precedenti. Nessun’altra città ha ancora subito un’occupazione dell’ICE di questa portata.
Questa escalation è una reazione alla crescente ondata di resistenza contro l’ICE che le nostre comunità hanno portato avanti nelle ultime settimane. Più di 4000 persone hanno partecipato ad almeno 81 gruppi di risposta rapida, pattugliando, seguendo e bloccando i veicoli dell’ICE, avvertendo i nostri vicini, protestando davanti agli hotel che ospitano gli agenti dell’ICE e affrontandoli mentre tentano di portare avanti il loro business mortifero.
L’attuale aumento degli attacchi dell’ICE non ci ha fatto cadere nello sconforto; crediamo che ciò potrebbe indicare che l’ICE stia reagendo come un animale selvatico messo alle strette. Il suo comportamento imprevedibile e violento sta iniziando a suggerire disperazione. È un’agenzia in crisi, un’agenzia che può essere sconfitta.
Ieri, 7 gennaio, sono andato all’edificio ”Bishop Henry Whipple” alle 8 del mattino con un amico. Il Whipple building è il quartier generale dell’ICE per tutto l’Upper Midwest; è lì che si preparano prima di effettuare le loro retate. Ho fotografato le loro targhe per circa un’ora. Una terza amica aveva intenzione di unirsi a noi. Poi mi ha mandato un messaggio dicendomi che non poteva venire perché l’ICE aveva sparato a qualcunx.
Io e il mio amico abbiamo lasciato Whipple e ci siamo diretti a tutta velocità verso Portland e la 34esima, dove era appena avvenuta la sparatoria. Quando siamo arrivati, il segnale dei nostri telefoni ha smesso di funzionare, come se fossero stati disturbati. C’era il nastro giallo della scena del crimine e decine di agenti della polizia municipale proteggevano gli agenti dell’ICE in tenuta antisommossa. La polizia aveva un Bearcat con un LRAD sul tetto. Greg Bovino in persona, il “comandante in capo” della Border Patrol (pattuglia di frontiera), era lì in equipaggiamento tattico. Si stava formando una folla, composta non solo da attivistx riconoscibili, ma anche da normali vicini che vivevano in quel quartiere e che erano usciti per insultarli. Abbiamo iniziato a scandire: “Poliziotti! Maiali! Assassini!”.
La situazione si è surriscaldata quando un agente ha placcato unx manifestante a circa un isolato di distanza. Lo ha afferrato per i vestiti e ha cercato di mettergli le mani dietro la schiena in un cumulo di neve. Qualcun altro ha spintonato l’agente, facendolo cadere. Alcune persone della folla sono accorse per vedere cosa stesse succedendo. Un uomo di mezza età del posto ha chiesto perché stessero arrestando quella persona.
“Stava tagliando le gomme”, rispose l’agente dell’ICE.
L’uomo urlò di rimando: “Lo farò anch’io, figlio di *!”.
C’è stata una situazione di stallo per un paio di minuti, finché l’agente ha lasciato andare la persona e si è ritirato verso il gruppo più numeroso di agenti dell’ICE.
La folla ha iniziato a prendere fiducia, affrontando gli agenti dell’ICE e intonando cori sempre più aggressivi. L’MPD (polizia metropolitana) ha liberato un’uscita per consentire all’ICE di allontanarsi dirigendosi a sud sulla Portland Avenue; hanno iniziato a guidare per andarsene. Alcuni hanno iniziato a gridare alla gente di scendere in strada per bloccarli. All’inizio la folla ha esitato, ma alcune persone sono scese in strada e hanno bloccato un veicolo dell’ICE. Vedendo questo, altre persone hanno iniziato a scendere in strada. Gli agenti della MPD li hanno spinti via. La gente ha preso a calci i veicoli dell’ICE mentre questi si allontanavano a tutta velocità. Una persona è stata quasi investita.
Mentre sempre più persone bloccavano Portland Avenue, i poliziotti cercavano di liberare un’altra via di fuga per consentire loro di dirigersi a ovest sulla 34esima. La gente ha iniziato a scandire “Fists up, feds down, get the fuck out of town!” (pungi in alto, abbasso i federali, andatevene dalla città). Gli agenti dell’ICE, armati di lanciatori e fucili a bassa letalità, stavano proteggendo un SUV che cercava di allontanarsi. La gente ha iniziato a lanciare palle di neve. La folla si è riversata in avanti e mi sono trovatx faccia a faccia con un agente dell’ICE che mi puntava la canna del suo lanciagranate in faccia.
“Cosa vuoi fare?”, gli ho chiesto, “sparare anche a me?”.
Ha sparato con il lanciagranate a distanza ravvicinata. Il mio primo pensiero è stato: “Ho appena perso un occhio”. È così che mi sono sentito. I medici di strada mi hanno tirato indietro e hanno iniziato a sciacquarmi gli occhi. Alla mia destra, ho visto delle persone inseguire alcuni agenti dell’ICE in un vicolo dietro alcune case. Ho visto lo stesso uomo di mezza età che era intervenuto per difendere l’altro manifestante ricevere spray al peperoncino in faccia a distanza ravvicinata. Gli agenti hanno sparato gas lacrimogeni e hanno placcato qualcun altro.
Due compagni che mi stavano prestando soccorso medico mi hanno aiutato a recarmi in una casa a due isolati di distanza per ripulirmi. Ho fatto una doccia e ho medicato la ferita sul viso con una garza. Quando sono uscito dalla doccia, ho visto altro trambusto sul marciapiede. Era difficile capire se fossero gli agenti dell’ICE a inseguire le persone o viceversa.
Alcune persone hanno innalzato una barricata all’incrocio tra Portland e la 33esima, a un isolato di distanza dal luogo in cui Renee è stata uccisa. La barricata è ancora lì oggi, con i manifestanti accampati lì intorno, tra cui alcuni volti familiari che hanno difeso la zona autonoma di George Floyd Square, a mezzo miglio di distanza, per oltre un anno.
Sono tornato a casa per curare le mie ferite e lavare via lo spray al peperoncino dai miei vestiti. Un paio d’ore dopo, ho sentito che l’ICE stava facendo irruzione nella Roosevelt High School e aveva speronato l’auto di un osservatore con una delle loro auto, usando il veicolo come arma, come abbiamo visto fare spesso. All’esterno dell’ingresso principale è scoppiata una rissa. Hanno arrestato unx manifestante, ma non sono riusciti a prendere lo studente che stavano cercando di catturare. Questo dovrebbe ricordare a tuttx che non sono invincibili: quando ci impegniamo nelle nostre azioni, a volte possiamo sconfiggerli.
Verso le 16:30, un gruppo di 30 o 40 manifestanti ha sfondato le porte del tribunale federale in centro. Mentre le guardie di sicurezza spingevano contro le porte girevoli per tenerli fuori, qualcuno ha rotto una finestra. Nessunx è stato arrestatx. La spontaneità del momento e il gran numero di piccole proteste scoppiate nelle Twin Cities hanno reso impossibile alle autorità reagire a ognuna di esse.
Quella notte si è tenuta una veglia di massa per piangere la morte di Renee. Circa diecimila persone sono scese in strada, riunendosi attorno a barili in fiamme che inondavano Portland Avenue a perdita d’occhio. Sembrava che tutta la popolazione del Southside fosse lì.
Sin dall’inizio dell’invasione delle Twin Cities, sono emerse numerose contraddizioni nella rete di gruppi di risposta rapida che si è formata. Nei primi giorni, ci sono stati scontri violenti con l’ICE alla fabbrica di carta Bro-Tex e nella zona est di St Paul. Alcune settimane dopo, c’è stato uno scontro tra la 29esima e Pillsbury, dove hanno aggredito una donna incinta. In seguito a questi episodi, ci sono state molti interventi di pacificazione da parte della polizia e dibattiti sulla non violenza. Gli esponenti liberali hanno guadagnato terreno e cose che nel 2020 potevamo dare per scontate non lo sono più cosi tanto.
Molte delle persone che fanno parte dei gruppi di risposta rapida provengono dai movimenti 50501 e No Kings e sono molto inesperte e alle prime armi. Questo può essere sia una benedizione che una maledizione. C’è un’enorme quantità di energia creativa; vari quartieri stanno provando ogni tipo di strategia per i sistemi di allerta e di mutuo soccorso. A volte, i liberali che gestiscono la centrale operativa hanno di fatto condotto una controinsurrezione dicendo alla gente di non recarsi sul luogo di un sequestro. I corsi di formazione sulle operazioni di pattugliamento, che hanno registrato una buona partecipazione, hanno insegnato alle persone a stare sempre ad almeno 30 piedi di distanza dall’ICE. C’è una cultura che ci porta a definirci “osservatori”, un insidioso tarlo mentale per quelli di noi che vogliono fare tutto il possibile per disturbare e interferire con le operazioni dell’ICE. Si pone molta enfasi sulla raccolta delle targhe dell’ICE, che si è rivelata sempre meno utile dato che gli agenti le cambiano continuamente e 2000 nuovi veicoli infestano le nostre strade. Abbiamo scoperto che le ronde a piedi intorno ai punti caldi come Lake e Bloomington sono sempre più efficaci da quando lunedì è iniziata l’ondata. Non ci vuole molto per trovare un agente dell’ICE che si aggira furtivamente.
A mio parere, per sconfiggere l’invasione dell’ICE dovremo combattere su due fronti. Dobbiamo diventare più agili e più coraggiosi nel fermare i rapimenti in modo tempestivo e deciso, e dobbiamo anche sconfiggerli a livello politico diffondendo l’idea che l’ICE rappresenta un attacco alla società nel suo complesso. Le condizioni per un’altra rivolta come quella del 2020 stanno ribollendo appena sotto la superficie. È un fuoco sotterraneo che i federali non possono spegnere.
Lo dobbiamo alla nostra sorella caduta Renee Good: spingere su queste tensioni fino a quando non riusciremo a sfondare dall’altra parte.
Fanculo l’ICE.