In un momento storico come quello che stiamo vivendo e proprio mentre in questi giorni, al WEF di Davos, passeggiano indisturbate le peggiori specie di un’umanità allo scatafascio, rendiamo pubblica la lista delle realtà a cui abbiamo pensato di suddividere i 35mila granelli di sabbia.
Riteniamo importante e urgente portare la nostra vicinanza a realtà conflittuali di base dal basso, meno privilegiate, più represse, che praticano una forma di autodifesa collettiva. Realtà che difficilmente ottengono appoggi solidali, sia perché impegnate nel lavoro “sporco” quotidiano, sia perché al di fuori del circuito della solidarietà collettiva o dai finanziamenti istituzionali. Per far sì che il risarcimento ottenuto non rappresenti la chiusura di un capitolo, ma la gemmazione o il sostegno alla continuazione di altre lotte.
Abbiamo quindi deciso di sostenere coloro che riconosciamo al nostro fianco, in quel “mondo in grado di contenere molti mondi”: nelle lotte internazionaliste, transfemministe e anti-patriarcali; nei movimenti di resistenza contro il razzismo, il neofascismo e il colonialismo estrattivista; nella complicità dei gesti, delle azioni e delle parole che affermano la riluttanza a ogni dominio autoritario, la diserzione allo stato e alle sue guerre; a sostegno di ogni embrione comunitario, per l’autonomia dal capitale e dal suo sfruttamento.
Estendiamo la nostra completa solidarietà a tutti i popoli del mondo che si ribellano contro le grandi potenze neocoloniali che vogliono cancellare culture, autonomie e che con determinazione affrontano gli oppressori resistendo e lottando per la libertà. Dalla lotta del popolo palestinese a quella delle comunità curde, ora più che mai, non si può voltare le spalle a chi con le proprie vite si oppone alle guerre e alla crudeltà della società capitalista. Allo stesso modo condanniamo la pesante repressione che colpisce tutte le forme di solidarietà: dagli arresti alle condanne di persone attive per la Palestina in tutta Europa, alla chiusura dei conti di casse solidali contro la repressione, alla tentata criminalizzazione dell’antifascismo e dei suoi valori universali.
Le forme di conflitto che insorgono contro questo sistema sempre più totalitario, non sono delle minacce contro persone o popoli ma sono lotte concrete contro chi si alimenta di guerre e genocidi. Ed è necessaria anche la solidarietà diretta per contrastare la normalizzazione della repressione economica e normativa: criminalizzare (ad esempio) l’antifascismo significa riscrivere il quadro valoriale delle democrazie europee. Non si tratta di contrastare comportamenti violenti – per quelli esistono già dispositivi normativi adeguati – ma di produrre un ribaltamento simbolico: presentare l’antifascismo come ideologia dell’odio e il fascismo come opzione politica legittima. L’obiettivo è minare l’ultimo argine culturale che ancora ostacola l’avanzata dei progetti autoritari (Osservatoriorepressione.info/criminalizzare-lantifascismo/).
Non smettiamo mai di ricordarcelo: la solidarietà è la nostra arma.
– Un caloroso abbraccio al compagno Ahmet del Centro Culturale Curdo DEM-KURD Ticino, venuto a mancare in questi giorni, che da sempre ha lottato in prima persona per la liberazione del popolo curdo e per il confederalismo democratico (un modello di società basato sulla parità di genere, sull’ecologia e sull’autodeterminazione dei popoli), tessendo reti internazionaliste solidali in sostegno al popolo curdo.
– Invitiamo tutte e tutti a partecipare al presidio di giovedì sera 22 gennaio a Lugano, contro la presenza di Trump e dei suoi loschi complici al WEF di Davos e a quello di Mendrisio “Vannacci not Welcome”, indetto dall’Assemblea Antifascista, il 28 gennaio 2026.
Di seguito la lista delle realtà che abbiamo deciso di sostenere economicamente nelle lotte, oltre a gruppi, realtà, progetti e persone rivoluzionarie prigioniere nelle galere di vari stati, dall’Indonesia alla Palestina, dalla Grecia all’Italia, dai Paesi Baschi fino all’America Latina.
Svizzera:
- Collettivo Antirep Ticino: collettivo ticinese che si occupa di difesa legale e lotte contro la repressione.
- “Come la polizia interroga e come difendersi’’. Stampa della traduzione dell’opuscolo di autodifesa, tradotto dalla versione romanda.
- Associazione di Sostegno alle Famiglie delle vittime di violenze di polizia che copre i casi di Hervé Mandundu, ucciso da tre spari di un poliziotto la notte tra il 6 e il 7 novembre 2016; di Mike ben Peter ucciso il 28 febbraio 2018; di Michael Kenechukwu Ekemezie, ucciso dalla polizia il 25 maggio 2025, di Camilla, 14 anni morta il 30 giugno 2025, dopo essere stata cacciata da un agente di polizia già presente durante la morte di Mike e pure all’interno dei gruppi whatsApp razzisti, sessisti e validisti composto dal 10% degli effettivi della polizia losannese; di Marvin 17 anni, morto in scooter dopo un inseguimento di polizia il 24 agosto 2025.
- Collectif Jean Dutoit: collettivo autorganizzato e autogestito di persone originarie dell’Africa dell’Ovest, formatosi rispetto alla questione dell’alloggio e il cui obiettivo è trovare un tetto per le persone al di fuori del sistema d’assistenza. Attualmente occupano un immobile vicino a Losanna, spazio di rifugio per dormire, mangiare e ritrovarsi collettivamente e in sicurezza.
- Solikonto: progetto comune portato avanti da diversi gruppi e singole persone di Basilea, che si impegnano nel campo della migrazione, a favore di persone in situazioni di estrema difficoltà. Attraverso solikonto vengono aiutate le persone colpite a superare problemi finanziari, a risolvere situazioni di stallo, a creare prospettive o a facilitare la vita quotidiana.
- Centro Culturale Curdo DEM-KURD Ticino, a sostegno del Confederalismo Democratico in Rojava.
- Italia:
- Campagna di sostegno a Anan Yaeesh: attivista palestinese detenuto nel carcere di Terni e accusato di terrorismo in Italia per il suo sostegno alla resistenza palestinese, condannato a 5 anni e 6 mesi.
- Germania:
- Soli Antifa Ost: cassa di solidarietà. Sostegno alle/ai compagnx colpitx dalla repressione, tra cui Maja T, antifascista tedesca di 24 anni che si identifica come non binary, estradata illegittimamente dalla Germania in Ungheria e da mesi di isolamento in carcere per la manifestazione antifascista dell’11 febbraio 2023, quando nella capitale ungherese si svolge il cosiddetto Becsület Napja, il giorno dell’onore, in cui migliaia di militanti di estrema destra provenienti da tutta Europa si radunano per commemorare le truppe ungheresi e le Waffen-SS. Rischia 24 anni di prigione.
- Francia:
- Commune Friche – Montreuil (Ile de France): collettivo di minori migranti non accompagnati espulsi dalla Gaité Lyrique in pieno centro a Parigi in marzo 2025. In seguito con altre persone hanno occupato un terreno in banlieue parigina sulla Friche des Trois Communes tra Montreuil, Noisy-le-Sec e Romainville.
- Collectif Binkadi – Marsiglia: collettivo autogestito di minori non accompagnati e giovani adulti di Marsiglia. Formato a seguito dell’occupazione della chiesa di Saint-Ferréol sul Porto Vecchio, chiedendo soluzioni abitative per 60 giovani. Lottano per la scolarizzazione, l’alloggio e la regolarizzazione per tuttx, occupando stabili e partecipando a presidi, cortei e accampamenti in strada.
- Catalogna:
- Mujeres migrantes diversas, collettivo di lavoratrici domestiche che vivono a Barcelllona. La maggior parte di origine centroamericane, hanno una casa femminista Berta Caceres che accoglie donne con problema di alloggio.
- Grupo de apoyo a presas en el módulo de mujeres del CIE de Barcelona, collettivo transfemminista e antirazzista che organizza accompagnamento giuridico e sociale a donne arrestate del CIE di Barcelona. Hanno una cassa di resistenza per opporsi ai temi relazionati alla necropolitica migratoria del regno di spagna.
- Mariposa Power, collettivo transfemminista che si organizza per appoggiare Rodrigo Lanza e la sua famiglia, incarcerato per il montaggio poliziesco del 4F del 2006 a Barcellona e condannato nel 2017 a 20 anni di prigione per essersi difeso da un attacco nazi a Zaragoza.
- Palestina:
- Ospedale Al-Awda, nel cuore della Striscia di Gaza, è oggi una delle ultime realtà di cura in un paesaggio di macerie: strutture ferite, più volte bombardate, evacuate, lasciate senza elettricità, acqua, medicinali. Eppure, ancora vive. In una Gaza in cui le infrastrutture civili sono state cancellate, quasi del tutto rase al suolo, Al-Awda non è solo un ospedale: è un atto di resistenza. È un luogo in cui la cura diventa una dichiarazione politica, una testimonianza che la vita non si arrende.
- Casse di solidarietà ai/alle prigionierx palestinesi.
- Samidoun Palestinian Prisoner Solidarity Network: associazione internazionale di sostegno ai/alle prigionieri/e palestinesi d’Israele. Fondata nel 2022 si è costituita in organismo federale non a scopo di lucro nel 2021 a Vancouver.
- Messico:
- Codedi (Comitè di Difesa dei Diritti dei Popoli Indigeni in Messico): organizzazione di base autonoma e autodifesa che pratica il recupero delle terre nella regione della Sierra sud dello stato di Oaxaca. Si oppone alla devastazione del territorio e al processo estrattivista del mal governo messicano e non solo. Da vari anni gestisce un centro di formazione indigena che fa capo a diverse comunità nella selva sur zapoteca, che tra le altre cose organizzano un festival internazionale di teatro.
- Brigata Callejera: collettivo di lavoratrici/tori sessuali di Città del Messico che pratica autodifesa medica e di strada. Si organizza in micro-centri d’appoggio alle lavoratrici e non solo, con formazioni e laboratori tra il quartiere popolare la Merced di Città del Messico e la zona di frontiera di Tapachula tra Messico e Guatemala.
- EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale, Chiapas, Messico). Sostegno per la costruzione di una sala operatoria, “un quirofano en la selva”, autogestita e autonoma, nel processo di costruzione e rafforzamento del Comùn e delle Comunità Autonome Zapatiste.
- Appoggio alla lotta contro la persecuzione politica del compagno anarchico Miguel Peralta, 42 anni, della comunità mazateca di Eloxochitlán de Flores Magón, nella Sierra Oaxaqueña. La persecuzione contro Miguel, accusato di omicidio e tentato omicidio contro una famiglia di oligarchi della regione, fa parte dell’assedio giudiziario, politico e poliziesco contro questa comunità, colpevole di difendere le risorse naturali, la gestione secondo “usi e costumi” della comunità e in generale delle proprie vite. Assedio per cui nel corso degli anni sono stati emessi più di 200 ordini di cattura contro 56 persone della comunità.
- Argentina:
- Appoggio alla lotta di Moira Millan y mujeres mapuche, che resistono alla persecuzione e criminalizzazione dello stato argentino in Patagonia.
- Ammar, sindacato di lavoratric/tori sessuali e “Casa Roja”, Centro de Asistencia Integral en Argentina”. Anche a causa della crisi sociale ed economica che si vive in Argentina e all’aumento dei discorsi di odio, la situazione delle lavoratrici/tori, delle persone trans, dissidenti e migranti, si trova in uno stato critico e la violenza poliziesca sulle lavoratrici sessuali si è normalizzata e viene giustificata dal governo.
- Cile:
- Rete Internazionalista per il popolo Mapuche: rete antiautoritaria, autonoma e autogestita che dal 2014, attraverso la solidarietà internazionalista, anti-capitalista e anti-carceraria, sostiene concretamente le comunità mapuche in lotta, gli anti-autoritari colpiti dalla repressione dello stato cileno e i prigionieri della rivolta esplosa il 18 ottobre 2019. L’obiettivo è diffondere informazioni riguardo al percorso di lotta del popolo Mapuche, denunciando l’intromissione capitalista delle multinazionali (Benetton in primis) e la brutale repressione dello stato cileno e argentino.
SOA il Molino