– Articolo preso da IG: milanoinmovimento
BENVENUT* IN UNO STATO DI POLIZIA: IL GOVERNO MELONI RADDOPPIA LA REPRESSIONE CON IL NUOVO PACCHETTO SICUREZZA
Il Governo Meloni ha presentato un Pacchetto Sicurezza composto da un Disegno di Legge “In materia di Sicurezza Pubblica, di immigrazione e protezione internazionale, nonché di funzionalità delle forze di poliziaa e del ministero dell’interno” e da un Decreto Legge “per il potenziamento operativo e organizzativo del ministero dell’interno e delle forze di polizia”.
Si tratta di una strategia ridondante volta ad aggredire, come è già stato fatto l’anno passato, l’iter legistrativo e piegarlo a una volontà repressiva.
Oltre a una serie di misure sui furti, sulla “violenza giovanile” (proseguento l’antieducativo Modello Caivano), sulla microcriminalità (con particolare attenzione sulla detenzione di strumenti di offesa e la loro vendita) e sullo spaccio, il Pacchetto Sicurezza si concentra sulla repressione del dissenso, sul controllo oppressivo della migrazione e sull’estensione delle tutele per le forze dell’ordine.
In particolare, il DDL propone, per la Sicurezza Pubblica:
* l’estensione del divieto di accesso alle infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane, anche per persone denunciate o condannate per reati connessi a manifestazioni.
* l’introduzione dell’arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni pubbliche.
* un’estensione delle possibilità di fare perquisizioni, a tutela della sicurezza pubblica. Anche sul posto, in occasione di manifestazioni.
* la possibilità di fare fermi di prevenzione (trattenimento in uffici di polizia fino a 12h) nei confronti di persone sospettate di rappresentare un pericolo per il “pacifico svolgimento”
delle manifestazioni.
* introduzione di un illecito penale per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine e si dà alla fuga.
* Introduzione del divieto di partecipare a pubbliche riunioni o di prendere parte a pubblici assembramenti.
* introduzione della non iscrizione della persona nel registro delle notizie di reato se il fatto è compiuto in presenza di una causa di giustificazione (per esempio la legittima difesa)
* estenzione della Tutela legale per il personale delle Forze di polizia, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
* introduzione e porto sul territorio nazionale di armi in dotazione al personale di Forze di polizia straniere.
In particolare, il DDL propone, per l’immigrazione e la protezione internazionale:
* Introduzione della possibilità di interdizione di durata non superiore a trenta giorni, prorogabile di ulteriori trenta giorni, fino a un massimo di sei mesi, dell’attraversamento del limite delle acque territoriali, nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. I migranti presenti sulle imbarcazioni possono direttamente essere reindirizzati in paesi terzi.
* introduzione della consegna allo Stato di appartenenza di persona pericolosa per la sicurezza nazionale o per la compromissione delle relazioni internazionali
* Previsione, all’interno del codice penale, di disposizioni volte a consentire l’espulsione dello straniero o l’allontanamento del cittadino appartenente ad uno Stato membro UE, da parte del giudice, anche nei casi di condanna per gravi fattispecie delittuose.
* modifica dei criteri per i ricongiungimenti familiari dei cittadini stranieri.
* chiarimento dei requisiti di protezione internazionale.
* introduzione di una nuova definizione di “Paese terzo sicuro”.
In particolare, il DDL propone, per la funzionalità delle forze di polizia e del ministero dell’interno:
* introduzione di una serie di disposizioni che estendono l’accesso ai ruoli della Polizia di Stato e all’accademia militare; che precisano alcune funzioni; della possibilità di creare di un Fondo di assistenza o simili per il personale della Polizia di Stato e della Polizia Penitenziaria; di assunzione mirata e altre possibilità per le persone vittime (e familiari) di terrorismo e criminalità organizzata.
Invece, il DL propone in 25 articoli:
* l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata (cosiddette “zone rosse”). Possibilita (oggi prevista solo in casi eccezionali ed urgenti) per il Prefetto di individuare delle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati.
* nuove installazioni di sistemi di videosorveglianza.
* il potenziamento dei presidi territoriali della Polizia di Stato.
* l’introduzione negli impianti sportivi del riconoscimento facciale a supporto delle operazioni di polizia per adottare DASPO e procedere ad arresti in flagranza differita.
* nuove disposizioni per il funzionamento dei CPR, per coprire il vuoto legislativo.
* il superamento di alcune difformità per facilitare l’espulsione di persone migranti.
* il potenziamento della rete dei centri d’accoglienza. In questo, c’è un accordo-quadro con la Svizzera da approfondire e un nuovo accordo con la Croce Rossa.
* nuove disposizioni per il funzionamento dei CPR, per coprire il vuoto legislativo.
* il superamento di alcune difformità per facilitare l’espulsione di persone migranti.
* il potenziamento della rete dei centri d’accoglienza. In questo, c’è un accordo-quadro con la Svizzera da approfondire e un nuovo accordo con la Croce Rossa.
* disposizioni in materia di concorsi per l’accesso alla Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri, la Guardia di Finanza e la Polizia Penitenziaria nonché a ruoli e cariche.
Il Pacchetto Sicurezza è il segnale che il Governo Meloni vuole fare un salto di qualità, in direzione della radicalizzazione a destra del paese. Con modelli l’Ungheria di Orban, la Turchia di Erdogan, Israele e non da ultimi gli Stati Uniti di Trump.
Chiudere gli occhi di fronte alla vera natura del Governo Meloni non è più possibile.