PRESIDIO ANTI-IMPERIALISTA CONTRO IL WEF – 22 GENNAIO – PIAZZA DANTE – ORE 18:00 – LUGANO
Fondato nel 1971, il World Economic Forum è un incontro annuale delle élites economiche e dei capi di Stato che governano il sistema capitalista che sta portando il pianeta sull’orlo del baratro.
A questa edizione (2026) presenzieranno i più spregevoli esponenti dell’establishment mondiale: Trump e la sua delegazione (tra cui Rubio, Witkoff e Kushner), Milei, Herzog, Ursula Von der Leyen, i leader del G7, la direttrice della BCE, 1700 manager delle piu grandi aziende del mondo e molti altri. Una mescolanza di personalità politiche e imprenditoriali, riflesso di un sistema in cui il confine tra chi governa e chi accumula ricchezza è sempre più labile e il potere economico, in particolare quello fondato sulle tecnologie, si è trasformato in potere politico.
La Svizzera non offre solo un rifugio sicuro per il WEF ma, attraverso la sua piazza finanziaria e in quanto sede di alcune delle peggiori multinazionali al mondo, trae attivamente profitto dai commerci sporchi che ne conseguono, dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle guerre imperialiste.
La crisi sociale ed ambientale attuale è il risultato delle scelte dettate dalla sete di potere e di profitto di chi in questi giorni si incontra nella località grigionese e di un sistema economico che per il guadagno di pochi eletti sacrifica interi territori e comunità. Un sistema governato da chi crede che il futuro sia una lotta per la sopravvivenza, e che solo chi si impadronisce delle risorse abbia il diritto di salvarsi a discapito degli altri.
Intanto, il neofascismo si diffonde attraverso la forza bruta, la rielaborazione del linguaggio, la disinformazione, la produzione deliberata di paura e il controllo sociale spacciato per sicurezza.
Il tutto, in un contesto dove si è smarrito il riconoscimento dell’esistenza di un limite condiviso all’agire globale (sebbene frequentemente oltrepassato) e con esso anche la possibilità di contestare gli abusi richiamandosi a un principio comune di legittimazione. Oggi più che mai, l’ipocrisia che sorreggeva l’assetto politico globale è crollata, e le regole – anche se non sono mai valse per tutti – sembrano non avere più alcuna importanza.
Dalla Palestina al Venezuela, dallo Yemen al Kurdistán, all’Iran, a tutti i territori del Sud globale, organizziamoci dal basso ed opponiamoci in nome della solidarietà internazionale! Ora e sempre resistenza!