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AFD E VOX SI UNISCONO A BOVINO E TAYLOR AL ”REMIGRATION SUMMIT”

Traduzione di un articolo del 1.06.2026, pubblicato su POLITICO

Resoconto e partecipanti al Remigration Summit del 2025: https://www.facta.news/articoli/remigration-summit-gallarate

AFD E VOX SI UNISCONO A BOVINO E TAYLOR AL ”VERTICE SULLA REMIGRAZIONE”

Gregory Bovino e Jared Taylor sono giunti sul posto per sostenere ”attivisti” un tempo considerati troppo controversi persino dai partiti di estrema destra europei.

PORTO, Portogallo – Le figure dell’estrema destra europea che sostengono la deportazione di massa delle persone migranti e dei loro discendenti stanno ricevendo un forte sostegno anche grazie all’adozione da parte dell’amministrazione Trump della loro ingannevole parola chiave: la «remigrazione».

Circa 500 ”attivisti” e influencer di estrema destra si sono riuniti sabato a sud di Porto per discutere del concetto, un tempo termine marginale sussurrato solo nei circoli di estrema destra. L’ex capo della Polizia di Frontiera degli Stati Uniti Gregory Bovino e il neonazista statunitense Jared Taylor erano ospiti d’onore all’evento, sottoposto a rigidi controlli, al quale hanno partecipato anche rappresentanti eletti del partito spagnolo Vox e tedesco AfD.

Altri importanti partiti di estrema destra europei, in particolare il Rassemblement National francese, hanno evitato di usare il termine o hanno respinto la politica in quanto troppo estrema, poiché prende di mira le persone migranti in base alla loro etnia o religione. Tuttavia, l’uso del termine da parte di Donald Trump e l’impegno del Dipartimento di Stato statunitense nel creare un ufficio per la deportazione hanno dato slancio ai sostenitori di lunga data di questa politica in Europa.
«Quando la parola viene riconosciuta dal presidente di una grande potenza… non si può più dire che sia marginale», ha affermato sabato Jean-Yves Le Gallou, ex eurodeputato dell’estrema destra francese sotto Jean-Marie Le Pen, in occasione del «Remigration Summit 2026».

L’incontro si è tenuto nella città costiera di Figueira da Foz, 135 chilometri a sud di Porto, e ha visto la partecipazione di persone provenienti da tutta Europa, dagli Stati Uniti e dal Canada.
«Sono molto felice di essere qui e di mettere la mia esperienza a disposizione degli europei» per affrontare il problema degli «immigrati clandestini che stanno distruggendo la cultura europea», ha dichiarato Bovino durante una conferenza stampa improvvisata all’ingresso.
In un’intervista rilasciata a un sito web di estrema destra prima del vertice,
Bovino – che diversamente dal solito non indossava il cappotto da Gestapo – ha citato il generale di punta della Germania nazista Erwin Rommel come figura ispiratrice e ha offerto il suo aiuto per porre fine a quello che ha descritto come un “orrore dilagante”, facendo eco ai termini razzisti usati dagli estremisti di estrema destra per descrivere le persone migranti. «Se il modello e il metodo della Polizia di Frontiera statunitense possono essere fonte di ispirazione, ben venga», ha aggiunto l’ex capo della Polizia di Frontiera, destituito dal suo incarico dopo che alcuni agenti sotto il suo comando avevano brutalmente e arbitrariamente ucciso un’infermiere di 37 anni a Minneapolis (Alex Pretti).

Il momento di Sellner
Il vertice di Porto è stato co-organizzato dall’ neonazista austriaco Martin Sellner, salito alla ribalta per la prima volta nel 2024 dopo aver tenuto un incontro segreto a Potsdam, in Germania, dove ha discusso il concetto di deportazione con i politici dell’AfD. La notizia dell’incontro di Potsdam ha scatenato all’epoca proteste su larga scala in Germania, con molti che hanno sottolineato i parallelismi con i primi piani per la deportazione di massa degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.
Due anni dopo, un Sellner sicuro di sé si è reso disponibile per le interviste dei giornalisti in occasione del vertice, soffermandosi su concetti che, secondo lui, stanno ormai entrando nel mainstream.
«Abbiamo un rapporto molto nevrotico con la nostra etnia, la nostra identità etnico-culturale, e penso che dobbiamo superarlo», ha detto Sellner ai giornalisti al vertice, invitando gli europei a superare il loro «senso di colpa» e il «disprezzo verso se stessi» derivanti dal «consenso postbellico».

All’evento hanno partecipato almeno tre politici dell’AfD, tra cui Kay Gottschalk, membro del Bundestag e uno dei cofondatori del partito. Gottschalk ha dichiarato di essere lì «per ascoltare» in qualità di «visitatore». Lena Kotré, membro dell’AfD e rappresentante nel parlamento regionale del Brandeburgo, è intervenuta sul palco. Era presente anche Sven Tritschler, membro del parlamento della Renania Settentrionale-Vestfalia.

I deputati di Vox Rocío de Meer e Carlos Quero figuravano nell’elenco dei relatori del vertice. Tra i relatori figurava anche Sammy Woodhouse, sostenitore del partito di destra britannico Restore Britain.

Sono emerse tensioni quando ai giornalisti accreditati per coprire l’evento non è stato permesso l’accesso e sono stati invece confinati nel parcheggio. A un certo punto, un drone ha sorvolato il gruppo di giornalisti compiendo ripetute manovre aggressive verso una giornalista presente sul posto.

In coda per i selfie
Al contrario, numerosi influencer di destra dotati di attrezzature high-tech sono stati accolti all’interno, con i canali social del vertice che vantavano un interesse “enorme”, in parte grazie alla presenza di Bovino.

Tra i relatori figuravano Dries Van Langenhove, ex deputato belga condannato due volte per incitamento all’odio, e l’olandese Eva Vlaardingerbroek, sostenitrice della cosiddetta teoria del complotto della «grande sostituzione», secondo la quale l’establishment e le élite politiche starebbero cospirando per far entrare un elevato numero di migranti non bianchi al fine di sostituire le popolazioni bianche. Tale teoria era citata nel materiale promozionale dell’evento.

I partecipanti hanno anche fatto la fila per scattare selfie con Taylor, promotore di spicco dell’ideologia razzista. «Gli Stati Uniti influenzano l’Europa più di quanto avvenga il contrario», ha affermato Taylor all’esterno della sede dell’evento. «Ma almeno tra i dissidenti e gli identitari c’è un grande interesse per l’Europa».

Gli organizzatori e i relatori con cui POLITICO ha parlato sul posto hanno tutti negato le accuse di razzismo che gravano sul movimento.
«Non mi considero una persona piena di odio», ha detto l’attivista canadese Daniel Tyrie, che faceva parte di uno dei panel. «Non vado in giro a sputare addosso alle persone nere solo perché si trovano nel mio Paese». «Semplicemente non credo che appartengano a questo posto».