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CALCIO: MONDIALI 2026, FIFA, GEOPOLITICA, SFRUTTAMENTO, GUERRA, MERCIFICAZIONE – RACCOLTA DI ARTICOLI E INTERVISTE

ARTICOLI

IL PUNTO PIU BASSO DEL CALCIO (FINORA)

https://pallonateinfaccia.com/2025/12/07/trump-premio-pace-fifa-infantino/

Venerdì 5 dicembre, la FIFA ha assegnato a Donald Trump il primo “Premio per la Pace” della sua storia.  Un premio annunciato a sorpresa un mese prima, inventato da Gianni Infantino senza consultare nessun altro dirigente della FIFA, e coordinato da un comitato nato l’ottobre precedente e diretto da un uomo accusato di aver collaborato con la giunta militare birmana. Una logica obiezione sarebbe: perché dovrebbe essere peggio di Qatar 2022? O di Argentina 1978? In fondo, in quei casi si parlava di gravissime violazioni dei diritti umani, di migliaia di morti, mentre qui siamo davanti solamente a un premio. Nel 1978 e nel 2022, la FIFA fece l’impossibile per nascondere queste problematiche e per minimizzarle, ma oggi ha compiuto un passo in più: le sta legittimando apertamente.

LA FIFA E LA GUERRA

https://www.infoaut.org/bisogni/la-fifa-e-la-guerra

Fa un effetto nuovo (forse) in questo periodo storico: Donald Trump si sta impegnando in numerosi conflitti internazionali e anche la situazione interna degli Stati Uniti, negli ultimi mesi, ha visto momenti delicatissimi, quasi da guerra civile. In questo marasma il Presidente riesce ad allungare le mani sul mondo del calcio col totale benestare dei suoi idoli e, soprattutto, del nuovo Presidente della FIFA: lo svizzero Gianni Infantino. Sembra già molto chiaro come la nuova direzione FIFA stia lentamento sovrapponendo i suoi piani a quelli di Donald Trump.

FIFA, UEFA, SUPERLEGA: I BUONI I BRUTTI E I CATTIVI

https://jacobinitalia.it/fifa-uefa-e-superlega-i-buoni-i-brutti-e-i-cattivi/

La guerra di secessione esplosa nel mondo del pallone intorno alla Superlega, dove a scontrarsi sono i brutti e i cattivi: l’Uefa e la Fifa da una parte, i fondi finanziari d’investimento dietro la Superlega dall’altra. I buoni, se ci sono, anche qui stanno altrove. I buoni giocano in un altro campo.

MESSICO: L’OMBRA DEI DESAPARECIDOS SUI MONDIALI 2026

https://confronti.net/2026/06/messico-lombra-dei-desaparecidos-sui-mondiali-2026/

Tra i preparativi per il Mondiale 2026 emergono in Messico nuove denunce sulle sparizioni forzate e il ritrovamento di fosse comuni. Le famiglie delle vittime chiedono che l’evento sportivo non oscuri una crisi umanitaria ancora irrisolta. Lo Stadio Azteca a Città del Messico ospiterà, il 12 giugno, la cerimonia inaugurale della Coppa del Mondo Fifa 2026, ma tra l’euforia dei festeggiamenti e i preparativi infrastrutturali, il ritrovamento di almeno 600 resti di corpi umani, sepolti in fosse comuni clandestine, è passato quasi del tutto inosservato.

COME INFANTINO È DIVENTATO IL TRUMP DEL CALCIO

https://pallonateinfaccia.com/2024/12/08/infantino-fifa-politica-trump/

È indiscutibile che, sotto la sua presidenza, Infantino sia effettivamente riuscito a ricostruire l’immagine della FIFA: quella che era una grande organizzazione sportiva (in crisi) oggi è un attore di primo piano della diplomazia internazionale, che agisce come quella che nei fatti è la più vasta organizzazione politica al mondo (ha più membri dell’ONU).

I MONDIALI SONO LO SPECCHIO DEI NOSTRI MALI (LINK)

Il 30 aprile, al 76° congresso della Fifa a Vancouver, si sono svolte due scene che nessuno sfarzo corporativo è riuscito a smussare. La prima: il presidente della federazione calcistica palestinese, Jibril Rajoub, si è rifiutato di posare accanto al vicepresidente della federazione israeliana. La seconda: Il presidente della federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, è stato trattenuto per tre ore all’aeroporto di Toronto, interrogato e infine autorizzato a entrare nel paese. Questo torneo arriva dopo aver spinto il gioco quasi oltre ogni riconoscibilità: prezzi dei biglietti che escludono proprio le comunità che hanno costruito la cultura del calcio, un format guidato dalla logica commerciale più che dal merito sportivo, un organismo dirigente che ha dimostrato di subordinare qualsiasi principio agli interessi del potere.

MONDIALI 2026: DAI UN CALCIO ALLA MILITARIZZAZIONE

https://www.labottegadelbarbieri.org/mondiali-2026-dai-un-calcio-alla-militarizzazione/

Dal Sudafrica (2010) al Brasile (2014), i Mondiali hanno rappresentato l’occasione per militarizzare il territorio, promuovere attività di controllo delle proteste, trasformare le città in praterie da sfruttare per le multinazionali dedite alla speculazione immobiliare e garantire l’impunità alle poliziesche.  Il Messico ospiterà tredici partite della massima competizione calcistica che avrà inizio il prossimo 11 giugno, ma cresce la protesta contro le politiche securitarie che blindano i territori al fine di rendere invisibili i movimenti sociali e la mobilitazione si diffonde anche negli Stati Uniti.

LA MERCIFICAZIONE DEL CALCIO

https://nuovosoldo.com/index.php/2026/04/29/la-mercificazione-del-calcio/

Il grande calcio italiano delle tecnologie, degli sponsor, degli stadi simili a centri commerciali e soprattutto dei fatturati multimiliardari finisce per l’ennesima volta sotto inchiesta per l’ipotesi di “concorso in frode sportiva”. Nel libro di Gabriel Kuhn Un calcio al potere. Gioco e lotta sociale (eleuthera), si cercano nel calcio business tracce del calcio come strumento di riscatto e trasformazione sociale.

I MONDIALI DI CALCIO PIU INQUINANTI DI SEMPRE

https://www.greenreport.it/news/crisi-climatica-e-adattamento/56717-i-mondiali-di-calcio-2026-saranno-i-piu-inquinanti-e-dannosi-di-sempre-per-i-cambiamenti-climatici

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PODCAST

https://nodosolidale.noblogs.org/2026/06/08/podcast-il-mondiale-dello-sfruttamento/

Dietro il luccichio della grande festa del calcio globale della FIFA, Città del Messico racconta un’altra storia: quella dei cantieri che avanzano senza sosta e senza diritti, dei quartieri che cambiano volto schiacciando chi in quei quartieri ci vive, delle lavoratrici sessuali senza ascolto, degli affitti che schizzano alle stelle, del saccheggio dell’acqua e delle comunità che resistono.


https://www.ondarossa.info/redazionali/2026/02/messico-mondiali-e-violenza-larresto-de

Con l’arresto de El Mencho, leader del cartello Jalisco Nueva Generaciòn, tornano le violenze nelle strade di diverse città del Messico, con centinaia di assalti a lughi delle autorità, pompe di benzina, supermercati, lasciando una scia di decine di morti in quella che viene definita la guerra dello Stato Messicano al narcotraffico e a questo potente cartello. Ma la verità ci parla più di uno scotro tra poteri all’alba del grande evento dei Mondiali.


https://www.lifegate.it/podcast/campo-lungo

Speciale Mondiali di calcio 2026 – Un Mondiale di calcio non è soltanto una competizione sportiva, ma è un evento di portata internazionale che permette di mettere in luce le tante contraddizioni della nostra società. Quello che sta per partire, nello specifico, sarà un Mondiale pieno di storie. Con 48 squadre, sarà il più partecipato di sempre, con partite giocate in tre Paesi non privi di contraddizioni: Stati Uniti, Messico e Canada.
Vi raccontiamo le molte polemiche che hanno anticipato il torneo: dalla discussa presenza dell’Iran alla questione legata ai costi dei biglietti, dalle critiche alle ultime Coppe del Mondo, al ritratto del loro architetto, Gianni Infantino, Presidente della Fifa. Ci spostiamo anche fuori dal campo per osservare un altro aspetto centrale dei Mondiali: la musica. Dalle canzoni che hanno segnato intere generazioni alle polemiche sull’inno ufficiale del 2026 e sul primo haltime show della storia della Coppa del Mondo, analizziamo come stia cambiando il rapporto tra calcio, intrattenimento e cultura pop. Perché attraverso una canzone o un coro da stadio si può leggere la trasformazione in un evento che oggi cerca di parlare contemporaneamente a pubblici, Paesi e sensibilità molto diverse.